Viaggiatori Viaggianti - Vajont

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Vajont. 9 ottobre 1963 ore 22,45. "Un sasso è caduto in un bicchiere colmo d'acqua e l'acqua è traboccata sulla tovaglia. Tutto qui. Solo che il bicchiere era alto centinaia di metri e il sasso era grande come una montagna e di sotto, sulla tovaglia,stavano migliaia di creature umane che non potevano difendersi." D. Buzzati, Corriere della Sera,venerdì 11 ottobre 1963.

Erto è stata sfiorato dalla tragedia della diga del Vajont, a salvarlo uno sperone di roccia chiamato Sperone della Fortezza, che ha evitato il peggio. Il paese non fu raso al suolo come Longarone ma in seguito al riempimento dell'invaso e alla successiva frana, non è stato più considerato stabile. Le vittime di Erto e Casso furono 158. I sopravissuti furono sfollati e il paese divenne un paese fantasma.

Visitare Erto vecchia di sera è un'emozione grandissima, le luci che illuminano le sue vie regalano un'atmosfera da fiaba. Qui tutto è silenzio, alla sera giunge un vociare allegro da qualche osteria, di gente che vuole tornare a vivere in paese. In questa pace, dove anche i lavori di ristrutturazione procedono muti, solo le campane squarciano il silenzio. Qui i muri parlano. Però non vorrei raccontare solo la tragedia del Vajont ma anche la rinascita di un paese orgoglioso e forte, le sue osterie, la sua gente e le sue vie, le sue case abbandonate e quelle in cui la gente piano piano torna a vivere dopo un lungo divieto che ha rischiato di vedere la fine di questa vallata. Piano piano le persone hanno potuto far sapere a tutti che rivogliono il loro paese, è finito il tempo della clandestinità in casa propria. E' per questo che è importante non abbandonarli contribuendo a far vivere le attività locali.

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