Viaggiatori Viaggianti - turismo responsabile

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Tratto da "(I manuali Touring - Turismo Responsabile. Che cos'è, come si fa. Davolio-Meriani a cura di AITR)

Il turismo responsabile riconosce la centralità della comunità locale ospitante e il suo diritto a essere protagonista nello sviluppo turistico sostenibile e socialmente responsabile del proprio territorio. Opera favorendo la positiva interazione tra industria e turismo, comunità locali e viaggiatori (definizione di AITR- Associazione Italiana Turismo Responsabile)

Non si tratta nè di campi di lavoro nè di turismo per pochi attivisti impegnati a cambiare il mondo e nemmeno una vacanza spartana da diventare scomoda. E' invece un modo di viaggiare per trarre, visitati e visitatori, il massimo beneficio reciproco.

"Per trarre il massimo da ogni viaggio"-raccomanda la ONG londinese Tourism Concern- "occorre imparare il più possibile sulla nazione che si visiterà, riflettere su dove vanno a finire i soldi della vacanza, aprire la mente alle nuove culture, ridurre il proprio impatto ambientale evitando gli sprechi, parlare con gli abitanti del posto e non trattarli come fossero parte del paesaggio".

Il principio chiave è :usufruire di strutture e trasporti locali, acquistare prodotti autentici, assaggiare piatti tipici, visitare mercati e luoghi di ritrovo frequentati dagli abitanti del posto, interagire con la società e la microeconomia locale arricchiesce visitati a visitatori, rende la comunità ospitante la vera protagonista dello sviluppo turistico. Nel turismo responsabile vi sono anche obiettivi di equità, cioè di equa distribuzione dei proventi fra tutti i componenti della comunità ospitante. IL Vademecum AIRC ricorda:"Cerca prodotti e manifestazioni che sono espressione della cultura locale (...) salvaguardandone le identità. ..In questo modo conoscerai meglio il Paese e la gente che lo abita e favorirai la loro economia" . Spesso chi parte , fugge da una quotidianità troppo impegnativa, da un ruolo che ormai si è (ci si è) lasciato cucire addosso, dai propri stessi obblighi. Allora il viaggio diventa svago, valvola di sfogo, trasgressione. C'è però un altro modo di affrontare un viaggio, liberando la mente senza rinunciare a riflettere e lasciando che le scelte e i comportamenti siano guidati dal cuore: lo spazio consumato allora si trasforma in spazio vissuto e l'esperienza del viaggio regala emozioni inaspettate. Bambini, vittime innocenti del "piacere" altrui: LO sfruttamento sessuale di bambini e adolescenti a fini commerciali (SSCM) e dunque anche nei viaggi e nel turismo, è una "violazione fondamentale dei diritti dei bambini. Comprende l'abuso sessuale da parte di un adulto e una retribuzione in natura e/o in denaro corrisposta al bambino da terze persone. Il bambino viene trattato sia come oggetto sessuale sia come oggetto commerciale. LO sfruttamento sessuale dei minori a fini commerciali rappresenta una forma di coercizione e violenza esercitata nei loro confronti ed equivalente ai lavoro forzati e a una forma di schiavitù contemporanea" ( Dichiarazione di Stoccolma 1996). Dietro questo fenomeno operano, nella maggioranza dei casi, organizzazioni criminali, sia locali che internazionali. Anche se il fatto dovesse verificarsi all'estero, il reato commesso da un cittadino italiano -per esempio- lo rende perseguibile ai sensi della normativa interna, come se il reato fosse stato commesso in Italia. La legge, seppur in maniera differente, punisce l'induzione, il favoreggiamento e lo sfruttamento. L'art. 600 quinquies c.p. infatti, sotto la rubrica "iniziative turistiche volte allo sfruttamento della prostituzione minorile colpisce con reclusione da 6 a 12 anni e con una multa "chiunque organizza o propaganda viaggi finalizzati alla fruizione di attività di prostituzione a danno di minori o comunque comprendenti tale attività" .

E quando tutto è pronto e si chiude dietro di sé la porta di casa, se ne apre un'altra, quella del cuore, pronto ad accogliere le novità che solo un viaggio sa regalare.