Viaggiatori Viaggianti - Monrupino (Ts) Stanjel (Slo)

Menu

Altro Menu

"La carrozza procedette spedita e, uscendo da una curva, San Daniele apparve su tutto il fianco di un poggio, così raccolta e solenne che un raggio di sole sembrava favorirne la visione. A distanza risultava chiaro che il borgo turrito s'infittisse coi suoi diversi ordini di casupole al di sopra della cinta fin quasi al cocuzzolo, dove un margine di vegetazione nascondeva la rocca.A guardarlo invece da sotto la porta, esso non prospettava che i bastioni collegati fra loro da mura merlate e da un paio di imponenti edifici chissà quando e da chi abitati al completo. Ma, oltre a questa struttura infrequente nel Carso, il paese possedeva una particolarità ancora più insolita e forse unica al mondo: il suo campanile si ergeva regolare fino alla torre campanaria, sulla quale si sovrapponeva la cima allungata e un po' approssimativa di un minareto". Dal libro "Franziska" di Fulvio Tomizza.

Questo viaggio si divide in due momenti, la visita a Monrupino in provincia di Trieste e quella a San Daniele del Carso (Stanjel) in Slovenia. La notte passa con una forte bora e pioggia battente, ci svegliamo al mattino con un cielo che, via via, si fa sempre più terso. Dopo una bella colazione con dei fagottini ai frutti di bosco ancora caldi presi al bar nei pressi dell'area di sosta di Piazza 11 settembre 2001, ci dirigiamo verso Monrupino con la sua Rocca e la Casa Carsica, quest'ultima aperta solo da aprile ad ottobre. La giornata splendida rende ancora più bella la visita alla chiesa che all'epoca delle invasioni turche fu fortificata per proteggere gli abitanti. Questa costruzione, detta Tabor, assunse un importante ruolo strategico che contribuì ad aumentare la popolarità del luogo che divenne meta di pellegrinaggi. Una particolarità del sito è un'impronta, alla base della Rocca, che la leggenda attribuisce alla Vergine Maria scesa per cacciare il demonio che ostacolava la costruzione del Santuario. Dal 1968 in questa chiesa vengono celebrate, con cadenza biennale, le nozze carsiche, manifestazione in costume che rievoca i tradizionali matrimoni della zona.
Dopo aver scattato le immancabili foto-ricordo proseguiamo verso un luogo che ci incuriosiva molto per la particolarità del suo campanile, come abbiamo letto sul libro di Tomizza . Non siamo certi di dove dobbiamo dirigerci perchè i nomi italiani non corrispondono a quelli sloveni ma con un po' di fortuna, che aiuta gli audaci, ci troviamo esattamente nel luogo che stavamo cercando. Stanjel ci ricorda la parola "San Daniele" e decidiamo di seguire l'istinto fino a quando vediamo apparire un campanile con uno strano e singolare minareto in cima. Anche questo luogo è molto affascinante, qui tutto mi parla, le pietre delle case, i loro tetti, le piante spoglie abbarbicate alle soglie di casa. Qui tutto sa di antico, di passato, di vero, di genuino. Qui, tra queste case semiabbandonate fatte di pietra, trovo la mia dimensione. Qui, con il sole che sta tramontando, regalandoci una cornice infuocata, lascio il mio cuore.

foto