Viaggiatori Viaggianti - Clauzetto

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"Ora so che oltre i margini del bosco c'è ancora vita, quella della memoria" Maria Sferrazza Pasqualis.
Senza pretese ho scavato nel ripostiglio della memoria. Scavare nel vecchio forse non serve a nulla, ma perlomeno ci aiuta a capire ciò che siamo e soprattutto ciò che non siamo più" Gianni Colledani
tratto da "Le voci della Val Cosa" di Gianni Colledani.

Ho voluto cominciare dalla fine questo racconto, perchè a mio avviso questo finale che vi ho appena mostrato, il meraviglioso libro di Colledani, racchiude in sè la mia filosofia. La stessa intenzione che ho avuto io nel raccogliere in questo sito testimonianze di un mondo in certi casi quasi dimenticato l'ha avuta l'autore, che racconta i tempi passati, in una realtà come quella montana della Val Cosa, così diversi dai nostri ma di cui sentiamo prepotentemente il bisogno di un ritorno alla natura, ai ritmi delle stagioni, al rispetto di ciò che ci circonda, valorizzandolo e non distruggendolo come stiamo facendo oggi. Ho voluto recarmi in questo piccolo paesino che conta circa 400 anime, Clauzetto (Pn) per raccontarlo, per cercare di integrarlo in un contesto più vivo. Mi sono ritrovata invece catapultata in una realtà vivissima, dove le persone si incontrano con la stessa allegria di sempre e si raccontano, prendendosi bonariamente in giro e dove i più timidi e riservati osservano non indifferenti la scena che si svolge nei luoghi di incontro, l'osteria, il bar, l'edicola. Dove il rispetto per il più anziano non è dato tanto dal dargli del lei ma piuttosto dall'ascolto di ciò che ha da raccontare. Gli aneddoti si rincorrono insieme ai nomignoli e riascoltare quella parlata ha per me il sapore dolce di un tempo lontano ormai sepolto. Non avrei mai pensato che una domenica mattina al bar potesse regalarmi così tante emozioni, farmi rivivere tanti ricordi e soprattutto insegnarmi a guardare con gli occhi di chi mi sta di fronte e non solo ad osservare con i miei. Direi che ora possiamo cominciare dall'inizio. Parcheggiamo l'immancabile camper nella piazzetta antistante la chiesa parrocchiale di San Giacomo che in tempi andati fu protagonista assoluta di importanti feste quali "il Perdòn", in cui fedeli di ogni paese accorrevano per richiedere l'indulgenza. Tra tutti c'erano "i spiritats", gli spiritati che venivano per essere esorcizzati e che percorrevano i 98 gradini, che separano il piazzale dalla chiesa, in ginocchio. E' buio quando ci rechiamo dal nostro amico Tony,diventato un appuntamento abituale a cui non intendiamo rinunciare. Tony ci accoglie con un sorriso e la sua esuberanza ci coinvolge subito. Prima di passare al consueto bicchierino dietro al banco del suo negozio di alimentari acquisto due forme di "formadi asìno"( formaggio salato molto gustoso) fatto a Spilimbergo dalla nostra amica Liana. Ad ogni prodotto che offre Tony accompagna anche una ricetta o un suggerimento per la conservazione, l'arte del vendere non si svolge in silenzio! A questo punto passiamo nel retro, nella zona bar, dove ci offre un buon bianco mentre ci riscaldiamo al fuoco della stufa accesa. E' qui che abbiamo modo di entrare in modo fortuito nel piccolo mondo di questa gente, gelosa e allo stesso tempo orgogliosa delle proprie tradizioni.Tra le tante anche la tradizione delle "scarpez", tipiche calzature lavorate a mano, merita un ricordo. Per il giorno successivo ci diamo appuntamento al nuovo bar in centro, cioè a pochi metri più in là. Passiamo una mattinata piacevolissima mentre tra una chiacchiera e l'altra rivediamo Pierino, Antoine ed altre persone che non conosco o di cui non ricordo i visi. Giunge il momento della passeggiata e così, dopo aver salito i gradini della chiesa e superato il cimitero ci ritroviamo di fronte alla casa di riposo; da qui parte un sentiero che ci porta all'antica pieve di San Martino, peccato non essersi procurati la chiave prima! ma il percorso merita la breve fatica. Continuiamo per l'antico sentiero medioevale di San Martino e ci ritroviamo poco dopo a Vito D'Asio, piacevole paesino con vie ciottolate a gradini, tipiche della zona e che ritroveremo anche a Clauzetto. Rientrati dalla passeggiata scattiamo due foto a piazza Nujaruc a Clauzetto da dove si gode un bellissimo panorama sulla chiesa e sulla vallata. Fa freddo e comincia ad imbrunire quando ripartiamo. Siamo all'ultimo tornante e i tetti delle case seminascosti dal muretto ci indicano la fine del paese, siamo ormai fuori dal centro e lo sguardo cade sul masso di marmo che si trova sul ciglio della strada. Si dice che sia caduto durante la fase di trasporto in camion e che nessuno sia più stato in grado di spostarlo. Alla fine del viaggio prendo in mano il libro di Colledani appena acquistato e comincio a leggere di quel mondo genuino che ha saputo darmi così tanto.

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